"Eleventh hour" ("L'undicesima ora") è una serie investigativa inerente a temi medici e scientifici. Prodotta dalla C.B.S., rivisitazione dell'omonima miniserie britannica risalente al 2006, "Eleventh hour" comprende diciotto episodi. Protagonista è il dottor Jacob Hood (l'attore britannico Rufus Sewell), un brillante scienziato che lavora per il governo come consulente dell’F.B.I.; coprotagonista è l’agente dell’F.B.I. Rachel Young (la bella attrice statunitense Mary Shelton).
L'episodio "Fulmini fatali" (titolo originale "Electric"), per la regia di Nick Gomez, si apre con una tempesta durante la quale più di quaranta persone sono colpite in strada dai fulmini. La bizzarra coincidenza attira l'attenzione dell'F.B.I.: Jacob Hood e Rachel Young indagano. Quando un uomo viene folgorato dalla batteria della sua automobile, Hood comprende che i decessi non sono dovuti ai fulmini in sé. Scopre così che la pelle delle vittime è divenuta un conduttore elettrico, a causa di nano-filamenti metallici, inclusi sotto il derma e sensibili ai campi elettromagnetici. I due investigatori, infine, vengono a sapere che le morti sono legate ad esperimenti nel campo della nano-tecnologia: infatti, in un laboratorio militare, sono state create nano-strutture per la produzione di microbatterie: queste nano-strutture sono rintracciate nell'organismo di molti fra i dipendenti della società.
Questo è l'intreccio di "Fulmini fatali". Come spesso avviene, la finzione cinematografica o, come in questo caso, televisiva, adombra situazioni reali, lasciando filtrare dei messaggi su questioni che, a causa della censura, non possono essere diffuse, se non "per speculum" ed "in aenigmitate".
Nella trama si possono enucleare i seguenti motivi che alludono al Morgellons.
- Le nano-fibre sottocutanee (Nel telefilm vengono definite "nano-filamenti metallici") - Il nesso tra le ricerche militari e la malattia - L'energia che alimenta i nano-filamenti - La sensibilità degli stessi ai raggi X ed ai campi elettromagnetici in genere
Nella produzione i nano-filamenti, vettori di agenti patogeni, sono alimentati dai raggi X: la Dottoressa Hildegarde Staninger e la giornalista scientifica Carolyn Williams Palit hanno appurato che le nano-strutture del Morgellons, spesso contenenti microscopiche batterie al litio, funzionano grazie all'elettricità dell'organismo ed a specifiche radiazioni, tra cui i raggi ultravioletti.
Come si vede le "coincidenze" sono numerose ed inquietanti.
Ringraziamo l'amica Gianna per la segnalazione.
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Pubblichiamo la significativa ed eloquente testimonianza di un nostro lettore ed amico, da cui si arguisce che i Carabinieri e, più in generale, le istituzioni sono sovente ostaggi del sistema, come bloccati ed incapaci di agire e di reagire. Questa non è certo una circostanza attenuante e tuttavia mostra quanto sia diffuso un atteggiamento di rinuncia e di rassegnazione che consolida il potere. La forza del governo segreto è nella debolezza di chi, volontariamente o no, lo sostiene. Da notare, infine che il contegno e le parole del Carabiniere sono un‘implicita ammissione che il problema “scie chimiche” è una realtà.
Sono qui per testimoniare la mia esperienza e per proporvi un crudo assaggio di quello che, purtroppo, è la realtà oggigiorno.
E' iniziato tutto il giorno 2 gennaio 2010 con un’e-mail da me inviata al N.O.E. (Nucleo operativo ecologico) di Bologna, in quanto stazione più vicina alla mia residenza. L'e-mail parlava crudamente di chemtrails, con tutte le prove e gli allegati (documenti ufficiali, non supposizioni) a mia disposizione.
Il giorno 1 febbraio 2010, sono contattato dal distaccamento dei Carabinieri del mio paese e vengo cortesemente "invitato" a presentarmi l'indomani alle ore 16:00, per discutere su ciò che ho dichiarato al N.O.E. di Bologna.
L'indomani (oggi, cronologicamente parlando il 2 febbraio 2010) mi presento alla Centrale dei Carabinieri del mio comune. Entro, vengo invitato ad attendere e, dopo qualche minuto, mi trovo a conferire con il Capitano. Mi ritrovo dentro una stanzina con il graduato ed un segretario che, come da prassi, redige, per filo e per segno, la mia dichiarazione al computer. Cominciamo a parlare e mi viene chiesto se sono a conoscenza del motivo per cui sono stato convocato, rispondo di sì ed immagino giusto: è proprio a seguito del messaggio che ho inviato al N.O.E.. Citerò solo le parti salienti della conversazione.
Il militare mi chiede se ho ben compreso quanto ho compiuto, poiché, in base alla mia e-mail, sarebbero possibili delle iniziative per opera della Procura, in quanto ciò che ho scritto, secondo i Carabinieri, corrisponde ad una sorta di accusa, in quanto più che chiedere, io avrei avanzato addebiti pesanti. Così potrebbe anche sembrare, se omettiamo la parte finale del mio messaggio in cui scrivevo nero su bianco: "Come meglio avrebbe potuto agire un cittadino italiano come me che, ogni giorno, vede violare i propri diritti e quelli altrui". Ho anche corredato la mia e-mail di dichiarazioni ufficiali che non sono state poi prese in considerazione così seriamente, in quanto provenienti da Internet. Non dimentichiamo che la parola “ufficiali” è anche sinonimo di ACCERTABILI.
Il Capitano mi chiarisce che, in quanto "singolo cittadino", potrò fare ben poco, se non ottenere sconvenienti "mazzate sui denti" (da chi?), cosa che non gioverebbe a nessuno. Aggiunge anche che il mio metodo di agire è stato erroneo, perché troppo avventato e che per certe cose ci vorrebbe un po’ più diplomazia (sembra che mi consiglino di non farmi troppo notare) e che, per ottenere qualcosa di più sostanzioso, bisognerebbe sporgere una denuncia. Eh già! Sarebbe la strada più opportuna, se non fosse che, nel migliore dei casi, le mie denunce potrebbero venire usate come carta per accendere il fuoco del camino.
Le frasi che, però, mi sono rimaste particolarmente impresse sono le seguenti:
"Ragazzo, tu così inneschi procedure grosse con enti che non sono alla nostra portata. Vedi: sono coinvolti organismi come l'aeronautica militare", oppure "vedi caro mio, ci sono cose nel mondo che nemmeno ci possiamo immaginare, ma che, per quanto male facciano, è meglio che ci siano e nessuno ci può fare nulla”. (?)
Vi assicuro che pronunciate "dall'altra parte della barricata" fa un certo effetto sentirsele risuonare nelle orecchie.
Mentre i Carabinieri parlano e mi fanno capire che tanto non ci si può fare alcunché, ho avvertito una certa "aria di rassegnazione" anche da parte loro: non mi hanno dato l'idea di "occultatori", quanto l’impressione che siano dei "rassegnati burattini". Tengo a precisare che MAI, durante questa "chiacchierata", nessuno ha cercato di screditare o smentire ciò che io ho riportato. Alla fine è stato messo a verbale tutto quanto da me affermato, cercando di farmi passare da incompetente in materia, in quanto, secondo loro, è "meglio così e che mi stanno dando una mano, in realtà", in quanto la cosa sarà trasmessa in Procura. Prendiamola per buona...
Oggi ho vissuto in prima persona un esempio classico di quando si dice "essere stroncati sul nascere", ma mi sono presa la mia più grande soddisfazione: in un mondo con più di sei miliardi di persone, sappiano che c'è un ignorante in meno.
Non scoraggiatevi mai.
Againstanker
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Pubblichiamo un breve articolo di Colin Andrews riferito ad alcune anomalie rilevate dai radar meteorologici in Australia. Andrews ritiene che il tifone Olga potrebbe essere di origine artificiale: le inusuali formazioni registrate e le spiegazioni contraddittorie, elusive dei responsabili interpellati inducono ad ipotizzare che Andrews abbia centrato il bersaglio.
Houston, abbiamo un problema!
H.A.A.R.P. o no, la Rete di controllo radar per la meteorologia in Australia va in crisi dopo diciotto giorni in cui si rilevano anomalie. Il Centro meteo ha dichiarato ufficialmente che hanno un "problema imprevisto". Comincia a sembrare credibile che il ciclone Olga sia un fenomeno di origine artificiale.
Molti, me compreso, hanno subissato di domande il Centro meteo australiano circa questi bizzarri modelli registrati dal radar: la risposta si riferisce a malfunzionamenti degli impianti radar per l'analisi dei fenomeni atmosferici. Strani "ritorni" sono stati registrati da varie stazioni radar. Per quale motivo il problema si è manifestato contemporaneamente in tutto il continente australiano? Non sono inconsueti solo i modelli simmetrici rilevati (una specie di ciambella, n.d.t.), ma, secondo alcuni esperti, è anomalo anche il tempo e persino preoccupante.
La tempesta tropicale Olga si è rafforzata e poi indebolita tre volte: ciò è stato considerato irregolare dalla N.A.S.A. La tempesta, poi trasformatasi in un ciclone, ha investito in particolar modo Melbourne. Se ciò cui abbiamo assistito per diciotto giorni consecutivi è stato un esperimento per la modificazione meteorologica, ne abbiamo per la prima volta registrato molte tracce ed aperto un vaso di Pandoracolmo di interrogativi.
Da quando parte dell'opinione pubblica è diventata consapevole di queste strane manifestazioni, abbiamo cominciato a monitorare diverse stazioni radar "non funzionanti". Ne sono state contate fino a nove. Erano veramente non funzionanti o le immagini erano state oscurate per evitare che si venisse al corrente di un'operazione segreta?
Esistono questioni tecniche che esigono delle risposte. [...] Ovviamente potrebbe esserci una spiegazione razionale. La storia continua.
A causa del superamento dei limiti riguardanti le polveri sottili nella città di Milano, il sindaco Letizia Moratti, d'accordo con il presidente della regione Lombardia, Formigoni e l'assessore provinciale ai trasporti, Nicola Podestà, ha deciso di chiudere al traffico veicolare la città nella giornata di domenica 31 gennaio. L'iniziativa, foriera di altre misure ancora più coercitive, prevede i soliti inasprimenti delle norme che consentono l'uso dell'auto solo a precise e draconiane condizioni, le solite inique gabelle per gli automobilisti già angariati e tartassati.
Nessuno può negare che gli autoveicoli e gli impianti di riscaldamento inquinano, contribuendo a creare lo smog, all'origine di numerose patologie, soprattutto tra i bambini. Particolarmente nocivo è il benzene, una sostanza tossica cancerogena, addizionata alla benzina paradossalmente definita "verde". Tuttavia deve essere qui ricordato e ribadito che la causa principale dell'inquinamento deve essere individuata nelle emissioni degli aerei con cui è perpetrata la perniciosa ed infame attività di aerosol clandestino. Quanti velivoli sorvolano ogni giorno la città ambrosiana generando scie chimiche sia persistenti sia effimere! Vogliamo forse credere che gli orrendi pennacchi siano formati da vapore acqueo? Ammettiamo anche solo per assurdo che tutti quegli aeroplani siano riferibili a voli civili: è arcinoto che i gas incombusti provenienti dai motori degli aerei civili contengono una miscela micidiale di veleni!
In città come Milano, in cui la circolazione dei venti è limitata, a causa della morfologia del territorio, è naturale che le polveri sottili ed ultrasottili [di solito le A.R.P.A., agenzie regionali per la protezione (sic) dell’ambiente rilevano il P.M. 10, ossia le polveri sottili] tendano a ristagnare: in questo modo la soglia di attenzione viene sovente oltrepassata. Nel frattempo si formano comitati di cittadini autolesionisti che chiedono interventi ancora più severi per limitare o impedire la circolazione (targhe alterne, blocco del traffico, chiusura di intere zone in cui i veicoli privati non possono accedere… ): costoro ignorano che la maggior parte dell'inquinamento è dovuta agli aerei chimici. Questi velivoli decollano a centinaia ogni giorno, 365 dì all'anno, incrociando, con rotte assurde ed improbabili, nei cieli di tutta Italia (e non solo) per avvelenare la biosfera, provocando enormi danni alle piante, agli animali ed agli uomini. E' ora che i cittadini si sveglino ed imparino qual è la primaria fonte di contaminazione, senza dimenticare le emissioni degli inceneritori, le fibre di amianto, le scorie nucleari, le onde elettromagnetiche… Gli Italiani dovrebbero esautorare i vari sindaci, presidenti di regioni, assessori, ministri etc., i quali fingono di non sapere che le chemtrails stanno devastando la Terra e sterminando l'umanità, per proiettarli su un pianeta dall'atmosfera composta di anidride solforosa.
Intanto la mortale Morattied il formidabile Formigoni si accingono a stanziare (meglio sarebbe dire scialacquare) milioni di euro per i controlli sulla "qualità" dell'aria: è un altro escamotage per lucrare. E' la consueta strategia ipocrita e gattopardesca di una classe "politica" di mummie che riescono non solo a nascondere la verità, ma a propalare ignominiose menzogne con cui ottenere il consenso dell'elettorato.
Quale intenerimento, quando udiamo le accorate parole della letale Letizia che, con voce rotta dall'emozione, promette che si prodigherà per proteggere i bimbi dalle polveri!
Perfetto: siamo rassicurati, ma chi ci libererà della polvere mefitica e soffocante di queste mummie in putrefazione?
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Pubblichiamo un articolo di Thierry Meyssan di Réseau Voltaire ed intitolato "Haiti e l'arma sismica". Il testo, scelto e tradotto da Matteo Bovis di www.comedonchisciotte.org, si sofferma sulla possibilità che il terremoto occorso nello stato di Haiti sia stato di origine artificiale. L'inchiesta, scevra da sensazionalismi, focalizza l'attenzione sulle armi sismiche impiegate dai Sovietici e dagli Statunitensi e, pur accennando solo al sistema H.A.A.R.P., lo inquadra nel corretto contesto delle inquietanti manipolazioni climatiche, meteorologiche e tettoniche. Un'affermazione di Meyssan ci lascia perplessi, ossia la seguente: "Nulla differenzia un sisma artificiale da un sisma naturale, tuttavia non si è in grado di causare che sismi superficiali, come quello di Haiti". Riteniamo che la profondità dell'ipocentro tipica dei terremoti artificiali, profondità corrispondente a 10 kilometri, sia già un indizio per stabilire che il sommovimento è causato con armi ad hoc. Altre peculiarità concernenti i prodromi del sisma, le caratteristiche delle onde sismiche etc. possono contribuire a stabilire l'origine del terremoto.
La polemica aperta dalla pubblicazione sul nostro sito di un articolo che evocava la possibile origine artificiale del terremoto nello stato di Haiti richiede qualche precisazione.
Sì, l'arma sismica esiste e gli Stati Uniti, tra gli altri, ne sono in possesso. Sì, le forze armate statunitensi erano già in posizione pronte a dispiegarsi sull'isola. Ciò non è sufficiente per giungere a conclusioni, ma merita una riflessione.
Con la pubblicazione dell'articolo Gli Stati Uniti hanno provocato il terremoto ad Haiti?", il nostro obiettivo è stato quello di rilanciare una questione che agita gli ambienti militari e mediatici in molti paesi, ma che è ignorata in altri [1].
Ciò non equivale ad una presa di posizione. Semplicemente, fedeli al nostro metodo, anche se spesso mal compreso, riteniamo che non si possano capire le relazioni internazionali, se non studiando quello che pensano i dirigenti del pianeta. Il conformismo diffuso fa sì che, quando rendiamo conto dei dibattiti che si svolgono a Washington nessuno si offende, ma quando riferiamo dei dibattiti nei paesi non allineati assistiamo ad una levata di scudi in Europa. E' come se gli Europei giudicassero a priori che solo i problemi "occidentali" siano pertinenti e che le altre siano irragionevoli.
Uno dei nostri collaboratori ha cercato di rintracciare l'origine dell'accusa secondo la quale il terremoto nello stato di Haiti potrebbe essere artificiale. Si è preoccupato che si potesse trattare di pura disinformazione, iniziata da un certo David Booth (alias Sorcha Faal), che si sarebbe propagata negli ambienti di governo mondiali. In definitiva, non sappiamo con certezza quale sia la fonte iniziale, ma sappiamo che la questione viene dibattuta ai massimi livelli in numerosi stati in America meridionale, in Europa ed in Asia.
In qualità di responsabile della pubblicazione del Réseau Voltaire, ho scelto di tradurre il servizio di ViveTV, che era stato redatto sotto forma di comunicato sul sito web del Ministero dell'Informazione in Venezuela e di pubblicarlo con il video di Russia Today, facendoli precedere da una nota preliminare: "Stranamente, la fonte televisiva venezuelana indica come fonte delle sue accuse l'esercito russo, mentre la televisione russa indica come origine delle stesse accuse il presidente Chavez.".
Se questi elementi sono stati ripresi fedelmente da numerosi giornali, specialmente in Medio Oriente, essi sono stati deformati dalla stampa atlantista che si è basata sull'articolo di Sorcha Faal. Questi ha estratto dei passaggi dal testo di ViveTV e li ha posti tra virgolette in bocca al presidente Chavez. Quella che era un'ipotesi di lavoro è diventata allora una posizione governativa. Alcuni di questi giornali si sono spinti ancora più lontano, inventando di sana pianta il contesto nel quale il presidente venezuelano si sarebbe pronunciato, in modo da concludere che il presidente ed il suo uditorio erano in preda a delirio anti-americano acuto e che il Réseau Voltaire condividesse la stessa patologia.
Non lasciamoci intimidire da questa manipolazione e approfondiamo l'ipotesi.
Che cosa sappiamo al momento dell'arma sismica?
Durante la Seconda guerra mondiale, alcuni ricercatori neozelandesi hanno tentato di creare una macchina in grado di provocare tsunami che potesse essere usata contro il Giappone. I lavori furono diretti dall'australiano Thomas Leech dell'università di Auckland, sotto il nome di "Progetto Seal". Furono compiuti numerosi esperimenti su piccola scala, nel 1944-45, a Whangaparaoa. Gli esperimenti furono coronati da successo.
Gli Stati Uniti consideravano questo programma tanto promettente quanto il "progetto Manhattan" per la fabbricazione della bomba atomica. Fu designato il dottor Karl T. Compton per collegare le due unità di ricerca. Compton era il presidente del M.I.T. [Massachusets Institute of Technology, n.d.t.]. Aveva già reclutato numerosi esperti per lo sforzo bellico ed era una delle otto persone incaricate di consigliare il presidente Truman sull'uso della bomba atomica. Egli pensava che la bomba avrebbe potuto fornire l'energia necessaria all'équipe di Leech per provocare grandi tsunami.
I lavori di Thomas Leech proseguirono durante la Guerra fredda. Nel 1947, Giorgio VI innalzò lo scienziato alla dignità di Cavaliere dell'Impero britannico per ricompensarlo di avere costruito una nuova arma. Essendo il Progetto Seal ancora un segreto militare, non fu rivelato all'epoca che Leech aveva ricevuto un'onorificenza per la bomba a tsunami. In seguito, i servizi statunitensi si sono applicati affinché si credesse che queste ricerche non fossero mai esistite e che tutto fosse una finzione per impressionare i Sovietici. Tuttavia, l'autenticità degli esperimenti di Leech è stata stabilita, nel 1999, quando una parte della documentazione è stata declassificata dal ministero neozelandese degli Affari esteri. Ufficialmente, ora gli studi sono stati ripresi all'università di Waikato [2].
Si ignora se le ricerche anglo-sassoni siano proseguite negli anni '60, ma esse sono per forza ricominciate, quando fu deciso di abbandonare i test nucleari nell'atmosfera a vantaggio dei test sottomarini. Gli Stati Uniti temevano di provocare involontariamente terremoti e tsunami. Volevano saperlo fare volontariamente.
Ufficialmente, alla fine della guerra del Vietnam, gli Stati Uniti e l'Unione sovietica hanno rinunciato alle guerre ambientali (terremoti, tsunami, distruzione dell'equilibrio ecologico di una regione, modificazioni delle condizioni atmosferiche - nubi, precipitazioni, cicloni e uragani - modificazioni delle condizioni climatiche, delle correnti oceaniche, dello strato di ozono o della ionosfera), firmando la "Convenzione sul divieto di impiego di tecniche di modificazione dell'ambiente per scopi militari o per altri fini ostili" (1976).
Tuttavia, a partire dal 1975, l'U.R.S.S. ha cominciato nuove ricerche di Magnetoidrodinamica (MHD). Si trattava di studiare la crosta terrestre e di prevedere i terremoti. I Sovietici studiarono la possibilità di provocare piccoli terremoti per evitarne uno grande. Tali ricerche furono ben presto militarizzate. Sfociarono nella costruzione di Pamir, la macchina per i terremoti.
All'epoca della disgregazione dell'U.R.S.S., alcuni responsabili del programma decisero di passarlo agli Stati Uniti per denaro, ma essendo la loro ricerca incompiuta, il Pentagono rifiutò di pagare. Nel 1995, quando la Russia era governata da Boris Eltsin e dall'oligarca Victor Chernomyrdin, l'US Air Force reclutò i ricercatori e il loro laboratorio a Nijni Novgorod. Vi costruirono una macchina molto più potente, Pamir 3, che fu sperimentata con successo. Il Pentagono acquisì allora gli uomini ed il materiale e li trasportò negli Stati Uniti dove furono integrati nel programma H.A.A.R.P.
Negli ultimi anni sono stati suggeriti alcuni usi dell'arma sismica, particolarmente in Algeria e in Turchia. Tuttavia, il caso più discusso è quello del sisma del Sichuan (Cina), il 12 maggio 2008. Durante i 30 minuti che hanno preceduto il terremoto, gli abitanti della regione hanno osservato colori insoliti in cielo. Se certuni vedono in questi eventi il segno che il Cielo ha ritirato la sua fiducia nel Partito comunista, altri li interpretano in maniera più razionale. L'energia adoperata per provocare il sisma avrebbe anche determinato le perturbazioni della ionosfera. Nei mesi seguenti, la Rete ed i media cinesi hanno diffuso e discusso questa ipotesi che oggi viene data per certa dall'opinione pubblica cinese.
Ritorno ad Haiti
Nulla differenzia un sisma artificiale da un sisma naturale, tuttavia non si è in grado di causare che sismi superficiali, come quello di Haiti.
Quello che provoca turbamento è la reazione degli Stati Uniti. Mentre i media atlantisti si accontentano di rilanciare la polemica sulle violazioni della sovranità haitiana, i media latino-americani si interrogano sulla rapidità nello spiegamento di soldati: fin dal primo giorno, più di 10 000 soldati e contractors sono arrivati ad Haiti. Questa prodezza logistica si spiega semplicemente. Questi uomini erano già stati dispiegati nell'ambito di un'esercitazione militare. Sotto l'autorità del vice comandante del SouthCom, il generale P.K. Keen, partecipavano ad una simulazione di una operazione umanitaria, anello stato di Haiti, dopo un uragano. Keen e la sua squadra erano arrivati qualche giorno prima. Al momento preciso del terremoto si trovavano tutti al sicuro, nella sede dell'ambasciata statunitense che è costruita secondo le norme antisismiche, ad eccezione di due uomini che si trovavano all'hotel Montana e che sarebbero rimasti feriti.
Il generale Keen ha rilasciato numerose interviste alla stampa statunitense che ha moltiplicato i servizi e le trasmissioni circa le operazioni di soccorso. Egli ha fatto spesso menzione della sua presenza a Port-au-Prince durante il sisma, ma senza mai accennare ai motivi della sua presenza.
Tra gli obiettivi dell'esercitazione militare, figurava il test di un nuovo software finalizzato a coordinare gli sforzi umanitari delle O.N.G. e dei soldati. Nei minuti che hanno seguito la catastrofe, questo software è stato messo in linea e 280 O.N.G. si sono iscritte.
E' legittimo chiedersi se queste coincidenze siano o no dovute al caso.
Thierry Meyssan
Analista politico francese, presidente-fondatore del Réseau Voltaire e della conferenza Axis for peace. Pubblica ogni settimana delle cronache di politica estera nella stampa araba e russa. Ultima opera pubblicata: L’Effroyable imposture 2 , edizione JP Bert.
Note:
[1] « Les Etats Unis ont-ils provoqué le tremblement de terre à Haiti ? », Réseau Voltaire, 22 gennaio 2010. [Traduzione italiana: "Haiti. Un terremoto artificiale provocato dagli USA?", Comedonchisciotte.org, 23 gennaio 2010] [2] « Tsunami bomb NZ’s devastating war secret » e « Devastating tsunami bomb viable, say experts », di Eugene Bingham, New Zealand Herald, 25 e 28 settembre 1999. « Experimental bomb to create huge tidal wave was tested in 1944 » di Kathy Marks, The Independent, 27 settembre 1999.
Leggi qui l'articolo tratto da www.voltaire.org e qui il testo tratto da www.comedonchisciotte.org
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E' a partire dall'osservazione che desideriamo ottenere la vostra attenzione... Svegliarsi la mattina e guardare il cielo è il primo gesto che ogni contadino del mondo è abituato a fare, proprio perché al cielo, all'acqua e alla terra è legata la sua esistenza, la nostra esistenza. Il territorio viterbese rappresenta ancora una realtà rurale e genuina ed è questa condizione di vita forse che ha spinto alcuni di noi a porsi delle domande nate dalla semplice osservazione del cielo.
Negli ultimi anni, gli aerei che sorvolano il nostro territorio, tracciano strane traiettorie che formano reticoli di scie persistenti ed effimere le quali, espandendosi lentamente nell'aria, creano nuvole lattiginose. Che cosa sono queste scie? Che cosa rappresentano le strane traiettorie di volo? Per evidenti leggi fisiche, le sostante irrorate prima o poi dovranno ricadere al suolo. Con quali conseguenze sulla salute pubblica? L'osservazione, unita alla nostra esperienza diretta nel settore dell'agroalimentare, ci ha indotto ad ipotizzare sempre più spesso correlazioni tra la presenza di scie chimiche, da un lato, anomalie meteorologiche e strane patologie vegetali presenti nelle colture, dall'altro.
Si è quindi deciso di istituire un Comitato dell'Alta Tuscia contro le scie chimiche al fine di eseguire un monitoraggio del territorio attraverso analisi del suolo e delle acque, i cui risultati hanno riscontrato la presenza di metalli, in particolare alluminio e bario, in valori abnormi. E' prioritario informarsi ed avere delle risposte chiare del fenomeno, per questo motivo il Comitato ha organizzato una conferenza pubblica per il 13 febbraio 2010 nella Sala della Provincia di Viterbo, invitando a relazionare alcuni referenti di spicco del panorama nazionale.
Interverranno Rosario Marcianò, presidente del Comitato nazionale contro le scie chimiche, "Tanker Enemy", ricercatore indipendente, da anni impegnato, insieme al fratello Antonio, nello studio e nella divulgazione del problema nonché la dottoressa Antonella Litta, referente locale dell'Associazione italiana medici per l'ambiente oltre che Responsabile e Coordinatrice nazionale del gruppo di studio sul "Trasporto aereo come fattore d'inquinamento ambientale e danno alla salute".
Interverranno inoltre altri comitati cittadini che apriranno il dibattito pubblico.
Come i muschi ed i licheni, tutti noi siamo in simbiosi con gli elementi della natura ed il primo anello fondamentale di questo legame è in modo indiscutibile l'aria che respiriamo. Informarsi è importante, partecipare ancora di più.
Conferenza pubblica a Viterbo, sabato 13 febbraio 2010 nella Sala della Provincia – Via Saffi n°49
Comitato Alta Tuscia contro le scie chimiche - INGRESSO LIBERO.
Come è noto, con le scie chimiche è anche distribuita la cosiddetta "polvere intelligente", in inglese smart dust: in particolar modo, la giornalista indipendente Carolyn Williams Palitha dedicato approfonditi studi a questo argomento, come la Dottoressa Hildegarde Staninger. Ora, numerose persone si chiedono per quale motivo si sia deciso di introdurre il digitale terrestre per la trasmissione dei segnali televisivi, in sostituzione del sistema analogico. Molti ritengono che tale "innovazione" sia collegata ad interessi di tipo economico. Ciò non è del tutto errato, ma la vera ragione del digitale terrestre è un'altra: è necessario per i militari liberare le frequenze analogiche affinché esse siano adoperate per gli scopi più disparati e quasi sempre sinistri. Infatti i nanosensori diffusi con le chemtrails funzionano occupando una parte delle frequenze destinate originariamente al segnale cosiddetto analogico. Essi sono impiegati sui campi di battaglia, per le previsioni meteorologiche, ma soprattutto per il controllo della popolazione.
Il WiFi lavora su diverse frequenze a seconda della tipologia (serie 802.11) tra i 2,4 gigahertz (802.11bgn) e 5,2/5,4/5,8 gigahertz (802.11a ed altri standard). Non a caso, la banda UHF, che è l'acronimo di Ultra High Frequency, indica i segnali a radiofrequenza trasmessi nella banda che va da 300 MHz a 3,0 GHz. Come si vede, la frequenza impegnata dalle apparecchiature WiFi è inclusa nel range dei segnali televisivi in fase di dismissione.
Invisibili e pressoché indistruttibili, queste nanostrutture possono localizzare le persone, registrandone parametri come la temperatura corporea e sono assimiliabili ai microchips inseriti sottopelle ai cani. Naturalmente di questa pericolosa tecnologia vengono decantati i presunti vantaggi (il controllo della salute dei pazienti, la razionalizzazione degli inventari, la possibilità di rintracciare le persone scomparse...), sottacendo che assistiamo ad una nano-invasione con milioni di microscopiche strutture che rischiano di penetrare dappertutto, negli ambienti naturali ed artificiali, nell'acqua, negli alimenti, come negli stessi organismi... se non sono già penetrati in ogni dove.
Si comprende dunque la frenesia attorno al digitale terrestre, magnificato come sistema per ricevere centinaia di canali che trasmettono mirabolanti programmi: in realtà il DTV è parte di uno scellerato piano volto al controllo elettronico del pianeta. La banda analogica è uno dei "corridoi" su cui transitano i segnali emessi e ricevuti dalla smartdust il cui funzionamento è comparabile a quello dei R.F.I.D.
"I R.F.I.D. sono Dispositivi di identificazione di radio frequenze (Radio frequency identification devices). Un R.F.I.D. è un microchip con una micro-antenna incorporata. Il microchip contiene informazioni immagazzinate che possono essere trasmesse ad un lettore (scanner) e quindi ad un computer. Un R.F.I.D. può essere passivo, semi-passivo o attivo.
Quelli attivi sono dotati di batteria. In questo modo il dispositivo invia il segnale al lettore. Tali congegni possono ricevere ed archiviare dati ed essere letti ad una distanza maggiore rispetto a quelli passivi. Le batterie attuali nei dispositivi R.F.I.D. durano anche oltre cento anni. La banda “ultralarga” (Ultrawideband U.W.B.) rende il tag (etichetta–lettore) ricevibile in amplissime aree. I lettori possono trasmettere ai computers sia via telefono sia per mezzo della Rete. Si usano anche i satelliti. Qualunque cosa disponga di un tag (etichetta) R.F.I.D. può essere rintracciato da un lettore o da un computer.
I dispositivi R.F.I.D. semi passivi hanno una fonte interna di energia che permette loro di monitorare le condizioni ambientali, ma hanno bisogno energia R.F. dal lettore per rispondere.
I dispositivi R.F.I.D. passivi non hanno un dispositivo di alimentazione, ma impiegano un segnale inviato da uno scanner che fornisce energia al circuito del microchip affinché trasmetta le informazioni immagazzinate. Sono adatti solo per monitorare aree non molto estese.
L'aumento nell’uso dei microprocessori R.F.I.D. richiede una maggiore quota della banda U.B.F. Come conseguenza, per esempio, il governo degli Stati Uniti nel 2009 ha bloccato l’uso dello spettro U.B.F. della frequenza V.H.F. con il passaggio al digitale: la frequenza analogica U.B.F. è destinata ai microprocessori, quindi i militari non intendono sovraccaricare questa banda con segnali televisivi." (C. Bassi, Nuove tecnologie e digitale terrestre, 2010)
Come volevasi dimostrare.
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::. Scie Chimiche (Chemtrails) - La verità
sulle criminali operazioni di aerosol nei cieli del mondo .:: --- "Secondo
definizione FAA, una Contrail si forma sopra gli 8000 metri circa, a temperature minori di
-40°C, e con umidità relative superiori o uguali al 70%. Ergo... a quote inferiori,
temperature superiori, valori di umidità inferiori, non si tratta di contrails, ma di
altro: chemtrails".
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